FUORI MISURA

Quelli di Grock

IL LEOPARDI COME NON VE LO HA MAI RACCONTATO NESSUNO
Di Valeria Cavalli
collaborazione al testo Claudio Intropido
con Andrea Robbiano
regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido
assistente alla regia e voce fuori campo Pietro De Pascalis
collaborazione didattica Prof.ssa Simonetta Muzio
collaborazione alle musiche Gipo Gurrado
produzione Manifatture Teatrali Milanesi – Teatro Litta Quelli di Grock Associati

La storia è quella di Andrea che ha un sogno:insegnare. Ma nonostante il 110 e lode  in Lettere per vivere è costretto a lavorare in un call center, finché un giorno finalmente riceve l’incarico di una supplenza proprio nel liceo da lui frequentato da ragazzo. La professoressa che deve sostituire gli lascia l’arduo compito di spiegare “vita e opere di Giacomo Leopardi”. Così Andrea, anzi il Professor Roversi, dovrà misurarsi con una classe che sarà rappresentata dagli spettatori in teatro: nasce una magica “lezione” nella quale si mescoleranno poesie, riflessioni personali, interazioni con la platea, momenti di grande ironia e divertimento. Il pubblico si troverà così a ripensare ai giorni di scuola, ai banchi, agli sguardi assonnati degli studenti e a quelli indagatori dei professori, ai muri verdolini che hanno ascoltato teoremi, sintassi, formule, versioni in latino, interrogazioni di storia e anche tante poesie lette e recitate a memoria come fossero la lista della spesa. E in queste aule, già di per sè strette, alcuni autori per la loro grandezza ci stanno a malapena. Uno di questi è Leopardi, che giganteggia senza essere un eroe. Non è facile sciogliere la sua figura dal peso degli stereotipi, dei secoli e dei programmi scolastici, per restituirlo alla limpidezza delle sue parole e nella lucidità feroce e affilata delle sue domande. Serve un’emozione, un passaggio empatico di testimone che permetta agli spettatori di scavalcare i due secoli che li separano dal poeta per ritrovare in lui i nostri stessi desideri, ansie, illusioni.” Fuori Misura” con ironia e delicatezza riesce a combinare l’incontro e spostare il punto di vista proprio a metà tra quella siepe e l’infinito.

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